RIUSCITA PRESENTAZIONE DELLA BIOGRAFIA DI NORMAN BETHUNE ALLA BIBLIOTECA BERIO, CON UNA BUONA PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO
Mercoledì 7 dicembre 2016, alle ore 17.00, alla Biblioteca “Berio”, nella Sala dei Chierici, il Circolo Culturale Proletario di Genova ha presentato la biografia di Norman Bethune, “Il bisturi e la spada”, opera di Sydney Gordon e Ted Allan, ristampata dalla Casa Editrice Rapporti Sociali. Hanno partecipato all’incontro una cinquantina di persone, tra cui spiccava la presenza di ragazzi cinesi, accompagnati dai loro rispettivi insegnanti, dell’Associazione culturale “Chang Cheng”, attiva nella nostra città. La presentazione è iniziata con l’intervento dell’Osteopata e Ricercatore in campo biomedico, Guglielmo Donniaquio, che ha sostenuto che la medicina non deve essere al servizio del mercato, ma, per l’importanza che riveste per il benessere delle nostre vite, deve essere una scienza al servizio dell’uomo e di tutti, senza distinzioni di razza e di classi sociali. Guglielmo Donniaquio ha sottolineato come spesso molte malattie siano creazioni della società dei consumi e prodotto della speculazione mercificatrice farmaceutica, soprattutto nelle società a capitalismo avanzato come la nostra. La divisione in classi determina, inoltre, che solo chi possiede sufficiente denaro può permettersi le cure adeguate, mentre gli altri sono destinati a subire la malattia. Non solo, ma ogni epoca ha avuto malattie diverse, perché gli sviluppi sociali ed economici sono stati diversi. In poche parole, ogni epoca ha le sue malattie, che dipendono dai sistemi e dai rapporti di produzione dominanti. Il secondo intervento è stato del Professore Eros Barone, Presidente del Circolo Culturale Proletario di Genova, che si è soffermato sulla biografia e sulla figura del chirurgo Norman Bethune, esaltandone la forte carica umana, l’impegno civile e la militanza comunista. Nel rimarcare la netta presa di campo di Bethune, che scelse di prestare il suo aiuto all’Armata Rossa di Mao Zedong, dopo aver vissuto la drammatica esperienza della Guerra Civile Spagnola nelle file dei repubblicani, Eros ha posto in luce la forte determinazione ideologica comunista di Bethune, il quale scelse di schierarsi con tutti coloro che in quegli anni si battevano affinché la medicina fosse alla portata di tutti. Bethune si schierò sempre contro la potente corporazione dei medici che opera nella società capitalistica, che vuole conservare privilegi e fa dei medici altrettanti adepti che bramano di detenere il monopolio di venditori di salute fisica, speculando sulle malattie delle persone e arricchendosi sulla salute altrui. Coerente con il credo comunista, che si stava diffondendo nel mondo, e dopo aver partecipato ad un convegno in Unione Sovietica, dove ebbe modo di conoscere la scienza medica comunista al servizio del popolo, Bethune maturò una forte coscienza di classe ed internazionalista e affermò con forza che era dovere di ciascuno, e dei medici ‘in primis’, tutelare la salute di tutti. Eros Barone ha illustrato in modo sintetico ed efficace le vicende principali della vita di Norman Bethune: il suo apprendistato a Detroit, la tubercolosi che lo colpì e l’operazione chirurgica che sperimentò su se stesso e lo guarì, la sua determinazione a operare chirurgicamente gli ammalati di tubercolosi, la constatazione che detta malattia era sinonimo di mancanza di adeguata igiene e quindi colpiva le classi più indigenti e più povere, cioè le classi sociali subalterne. Barone ha illustrato poi l’avvicinamento di Norman Bethune alle istanze del nascente e trionfante comunismo, la sua adesione alla resistenza della repubblica spagnola contro il franchismo prima e, in seguito, la sua decisione di arruolarsi nell’Armata Rossa cinese, impegnata nella lotta contro gli invasori giapponesi, sino alla sua prematura morte dovuta ad una banale infezione contratta negli ambulatori da campo del fronte, dove l’igiene e i medicinali erano spesso carenti. Barone ha messo in evidenza l’impegno di Norman Bethune nel salvare vite umane tra i guerriglieri comunisti cinesi, al pari dello stesso grande impegno che aveva messo durante la sua breve vita nel combattere e sconfiggere la tubercolosi. Ha preso poi la parola Fabio Gambone, in rappresentanza della Casa Editrice Rapporti Sociali. Dopo aver accennato alla figura di comunista esemplare del dottor Norman Bethune, Fabio Gambone ha illustrato il programma politico della casa editrice, teso a ricordare ed esaltare alcune personalità emblematiche della storia del movimento comunista internazionale, quali modelli per le giovani generazioni di oggi, che si trovano ad affrontare la situazione di degrado culturale generata dal dominio dell’imperialismo capitalista e finanziario sul pianeta. Così, una vita eroica e tenace come quella del chirurgo comunista e internazionalista Norman Bethune è ricca di insegnamenti utili per ricostruire il movimento comunista in un paese imperialista come l’Italia, anche attraverso un’attenta discussione che rilevi i limiti e le potenzialità del PCI nel portare avanti il processo rivoluzionario e di cambiamento nel nostro paese. È questo un passaggio importante per fare il bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976), uno dei temi imprescindibili per il necessario confronto tra comunisti che si pongono l’obiettivo di realizzare la rivoluzione socialista, evitando quegli errori che hanno impedito la vittoria politica e sociale del proletariato dopo la vittoria militare riportata nella Resistenza Antifascista. Terminati i tre interventi dei relatori, si è dato vita ad un vivace dibattito con il pubblico presente, che ha visto concretamente la formulazione di sei domande o richieste da parte del pubblico sulla vita, sul contributo ideale di Norman Bethune e sul ruolo della scienza medica nella società, oltre ad un paio di interventi riguardanti la storia del movimento comunista internazionale. Concludendo, si può affermare che è stata assimilata ed espressa dalla gran parte del pubblico l’idea chiave che lo stesso Norman Bethune aveva enunciato in un suo intervento del 1935: «Il mezzo più efficace per tutelare la salute consiste nell’abolizione dell’attuale sistema economico, fonte inesauribile di malattia: verrebbero così liquidate ignoranza, povertà, disoccupazione». In altri termini, questo significa instaurare una società socialista, sconfiggendo molte delle odierne malattie e aprendo la via ad una scienza medica alla portata di tutti, al servizio dell’intera umanità.











Circolo Culturale Proletario di Genova
Dicembre 2016